venerdì, novembre 04, 2005

Luca Vialli ad Adriano



Caro Adriano,
ti seguo con interesse sin da quando, qualche anno fa, ti sei affacciato,
prepotente come uno dei tuoi favolosi tiri di sinistro, sul palcoscenico del
nostro campionato, mostrando immediatamente di possedere le stigmate del
fuoriclasse. Potente, elegante, talentuoso, ottimo finalizzatore, hai fatto
vedere le tue qualità adattandoti velocemente alle difficili marcature e ai
rigidi, tu spirito libero, dettami tattici del calcio italiano. Hai
dimostrato chi sei e che cosa sai fare nel mitico Brasile e nella grande
Inter, la squadra per cui batteva il mio cuore di fanciullo, di cui sei
diventato la stella e il giocatore più rappresentativo. Ora non stai
attraversando un momento di grande forma e sembri arrabbiato, anche se forse
è più onesto dire che stai giocando male e sei incazzato nero.
Voglio dirti che capisco quello che stai provando. Lo capisco perché qualche
anno fa, quando io giocavo e tu eri ancora un bambino, ho provato le stesse
cose. Anch'io ero considerato un campione e, come te, ero spesso al centro
dell'attenzione. Anch'io, come te, sono stato caricato di grandi
responsabilità, calcistiche s'intende, quando ero ancora un ragazzo con
qualche pregio e molti difetti. Anch'io avevo un rapporto con la maggior
parte dei giornalisti basato sulla massima sfiducia e comunque li
consideravo una bella scocciatura. A volte li evitavo con lunghissimi
silenzi stampa, preferendo, come si dice, parlare con i fatti o meglio con i
gol. Durante i periodi di scarsa vena, puntualmente cominciavano a circolare
strane voci. Una volta dissero che giocavo male perché ero in rotta con il
mio presidente Mantovani. Secondo alcuni ben informati, avevo messo incinta,
io che ero già fidanzato, la figlia di un potente armatore genovese. Per
pagarne il silenzio, avevo chiesto al Presidente un regalo di 800 milioni
(lire!) e arrabbiato per il suo rifiuto avevo deciso di giocare male.
Un'altra volta dissero che non segnavo perché ero in crisi con il mio
compagno di squadra, oggi il tuo allenatore, Mancini, con il quale avevo una
relazione tanto intima quanto segreta. Oggi, scrivendo e ricordando queste
cose, mi viene da sorridere. Ma allora mi arrabbiavo e mi incupivo, un po'
come te e smettevo di sorridere, soprattutto in campo. Anche certi compagni
di squadra cominciavano a risultarmi antipatici e invece di apprezzarne i
pregi, in campo e fuori, mi concentravo sui loro difetti, inconsciamente
incolpandoli della mia situazione. Anche io ho avuto momenti di
incomprensione con grandi allenatori. Pensa che una volta, toccando il punto
più alto di stupidità della mia carriera, ho rifiutato la Nazionale perché
non ero in sintonia con Sacchi. Anch'io, come te, ho dovuto convivere con il
fardello della responsabilità di essere considerati degli esempi, dei
leader. Dai compagni che ti guardano e sono pronti a seguirti, ai tifosi che
ti vorrebbero il più bravo in campo e immune da qualsiasi tentazione fuori.
La vita del campione è fatta di onori ma soprattutto di oneri. Leader è
colui che smette di chiedere cosa la squadra sta facendo per lui e comincia
a domandarsi cosa può fare lui per la squadra. Come a Torino, contro la
Juve, quando forse avresti potuto farti «sentire» di più anche se la tua
squadra, impegnata a difendersi, non ti forniva il supporto di cui
necessitavi. Anche io, come te, ho sofferto di infortuni piccoli e grandi
che hanno condizionato le mie prestazioni. Oggi pensando ai momenti
difficili della mia carriera di giocatore, provo un po' di nostalgia. Perché
erano comunque momenti importanti. Perché è quando le cose non funzionano
che si impara a conoscere se stessi, di che pasta si è fatti. Quando devi
guardarti dentro e cercare il coraggio, la forza e la determinazione per
cominciare la risalita. Perché si dice che si cade per imparare a rialzarsi.
Piano piano ho imparato che ci vuole pazienza. Ho capito che in certi
momenti la cosa più importante era allenarsi seriamente per ritrovare la
forma e la gioia di correre veloci senza fare fatica. Ho capito che era
importante arrivare al campo per primi e andarsene per ultimi curando tutto
nei minimi dettagli. Ho capito che era altrettanto giusto ed importante
staccare la spina e vivere i propri 20 anni, ma sempre con un po' di
giudizio e buon senso. E poi, raccontare la tua verità, ponendo fine a tutte
le illazioni perché c'è un sacco di gente che ti vuole bene ma che ora non
sa più a cosa credere. Parla e spiegati sempre con i compagni e con Mancini.
Lui, come me, sa cosa provi e lui, come te, vuole fare grande l'Inter.
Roberto, come tutti i grandi giocatori diventati allenatori, è molto
esigente, ma so che ti stima e sta lavorando per farti diventare il più
forte di tutti. Tu sei Adriano l'Imperatore e questo non te lo devi scordare
mai. Scusandomi per l'intrusione con affetto e ammirazione

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Io penso che il signor Adriano ,come a suo tempo il signor Ronaldo,non ha più fiducia nella F.C. Inter ,crede ,forse a ragione,che con tale socieà non possa vincere quello che il suo talento meriterebbe.
A questo si unisco i problemi abientali coi giocatori(gli argentini)e una città troppo grigia per un brasiliano.
Chissa poi ,quante campane madrilene e catalane ,turbano i suoi sonni(oltre ai miloni di abramovic).
Fossi moratti,lo venderei al migliore offerente ,prima che inizi a svalutarsi troppo.
Con l'ingente somma si può o ripianare il buco ,senza dover vendere i diritti del marchio Inter ,oppure riinvestire il tutto su veri campioni.
Adriano è un grandissimo attaccante ,anche se vale poco dal punto di vista tattico ,ma ha un difetto,quello di essere un bambino viziato.
In reltà quest'ultima è una colpa da dividere col sig.Moratti ,troppo buono e\o mollaccione,che in questi anni ha creato una società tipo "conduzione familiare" che difetta di organizzazione ,idee ,ma sopratutto non fa sentire il proprio peso ai giocatori.
In casa Inter ogni sconfitta è un dramma e ,anche quando vincono(raramente),escono fuori problemi problemi problemi. Il caso Adriano è il primo della stagione poi ci sarà Recoba cruz martins etc etc.

Anonimo ha detto...

Spizzati un po' cosa ha detto il tuo amico Mourinho:

http://today.reuters.it/news/newsArticle.aspx?type=entertainmentNews&storyID=2005-11-05T142028Z_01_LAN549834_RTRIDST_0_OITLR-SP-CHELSEA-MOURINHO.XML

Anonimo ha detto...

Deh ,anche all'estero la prendono per il c..o e lo fa un simpaticone come mourinho.

Anonimo ha detto...

Pare che adesso Vialli se ne vada ad allenare in Scozia...lì si che saprà dare bei suggerimenti!